Cuore.
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ultimo aggiornamento: domenica, 21 maggio 2006 07.22
Cuore non è una parola.
Quando lo è, non è il cuore che parla.
Il cuore che parla non sa di parlare, è solo spontaneità.
Cos'è Spontaneità?
E' tutto ciò che accade senza premeditazione, come questo bocciolo di rosa che s'apre.
Molte persone pensano che, però, è un lusso che non ci si può permettere in questa vita...
dove tutto va ponderato, analizzato, soppesato, misurato, valutato, scelto, accettato o rifiutato.
Credo che queste persone, abbiano sofferto molto in passato e ancora oggi ne portino dentro le conseguenze...
In vero, la Spontaneità, non è affatto un lusso, ma un Diritto!
Il fatto è che l'uomo trova più facile fare la vittima che avere il Coraggio delle proprie azioni:
la Spontaneità richiede il coraggio di essere se stessi in modo totale e limpido, senza predeterminazione, senza ragionamenti basati su azioni passate.
E' agire in base soltanto all'attimo presente, al momento che si sta vivendo, a ciò che si sta provando, pienamente, senza remore, senza timore di provare troppo piacere o troppo dolore, ma con la consapevolezza di chi vive un istante della sua vita con tutto il suo cuore, con tutta la sua anima, con tutto se stesso, abbandonandosi, lasciandosi andare a quel momento, vivendolo intensamente, come è Diritto di ogni essere umano.
Perché è un diritto?
La Vita che ci è stata donata è eccezionale, unica ed irripetibile! Come potrebbe essere che ci fosse chiesto di scegliere con attenzione se ciò che stiamo vivendo è giusto o non lo è per noi? Come potrebbe essere che chi ci ha donato questa meraviglia, ci avesse messo dentro cose non buone per noi? O meglio, come potrebbe chiederci di valutare, di ponderare, analizzare, soppesare, misurare, valutare, scegliere, accettare o rifiutare il momento presente, il momento in cui stiamo vivendo una emozione grande?
La verità è sempre una sola: gli uomini hanno paura di esporsi!
Il Cuore, invece, non ha mai attimi di indecisione. Va diritto per la sua strada come un treno sui suoi binari d'amore, malgrado noi!
Per cui... se il cuore percorre ugualmente la sua strada per noi, di che dobbiamo preoccuparci... lui va lo stesso!...
Già!... Ma allora mi chiedo due cose: uno, se è tutto così semplice, perché ci affanniamo ad analizzare, soppesare e scegliere ogni momento? Due, da dove viene tutto il nostro dolore, la pesantezza, il rammarico, il rimorso, la sofferenza?
Mi sembra più che chiaro che, ancora una volta l'uomo ha paura d'esporsi!
Cosa significa?
Noi stessi generiamo il nostro dolore!
Senza rendercene conto, noi stessi siamo la causa delle nostre sofferenze.
Il Cuore
Dovremmo cominciare, pian piano, a credere in ciò che sentiamo dentro...
Dovremmo, pian piano, cominciare a sentire che quel che è stato in passato, al di là di ciò che abbiamo scelto o fatto in quell'occasione, è stata la cosa migliore per noi: ciò che è stato è servito ad arrivare fin qui, ciò che è stato ci ha portato fin qui, ciò che è stato ci da modo ora di sentire dentro la capacità di poterci, finalmente, riappacificare con noi stessi. Ci da modo ora di provare un sentimento nuovo, una nuova prospettiva, un nuovo modo di porci davanti al mondo perché ora abbiamo un nuovo strumento.
Se sentiamo dentro uno spiraglio di verità, siamo in grado pure di capire che tutto il dolore che possiamo provare non viene altro che da noi stessi. Ce lo siamo procurati ogni volta che non abbiamo ascoltato il nostro cuore, o lo abbiamo ignorato, pensando di agire di testa nostra. Di sicuro, se proviamo dolore, ora ci affligge il rammarico e il rimorso per non aver ben scelto, per non aver agito diversamente.
Eppure la verità è così chiara... così limpida... così facile... così davanti agli occhi... Ma abituati come siamo ad analizzare le complessità, non afferriamo più le cose semplici...
Ciò che deve accadere, accade comunque! E accade al di là della nostra volontà! Se solo smettessimo per un attimo di stringere i pugni... ci sentiremmo immediatamente alleggeriti di un pesantissimo macigno: ogni volta che ricordiamo di non aver agito diversamente, ci siamo caricati di una piccola pietra sulle spalle, piccola pietra su piccola pietra, questo carico è divenuto un enorme macigno che ci curva la schiena, ci riempie di rughe il volto sofferto, ci piega le gambe e ci invecchia dentro indurendoci sempre più.
C'è una sola cosa che nessuno e niente può annullare in modo definitivo e completamente. E' un sentimento molto delicato, intimo e volatile come polline nel vento di primavera. Quel sentimento è come una porta; è uno spiraglio di luce, è un vento tiepido di maggio, è ciò che corre pronto in nostro soccorso nel momento stesso in cui smettiamo di stringere i pugni e ci accoccoliamo con tenerezza in sua compagnia, senza paura.
Senza timore perché sentiamo che fa parte di noi, che è dentro di noi, che ci appartiene da sempre, che ci è stato sempre vicino, che ci ha aiutato ogni momento che siamo stati per cedere. Ogni momento che ci ha rialzato il viso dal fango della disperazione e ci ha fatto guardare di nuovo in avanti.
Abbiamo questo Angelo dentro!
Abbiamo questo Sentimento dentro!
Lasciamo che sia Lui a prendersi cura delle nostre azioni passate, lasciamo a Lui l'onere di scegliere cosa è stato giusto e cosa no; è il suo compito farsi carico di tali cose, glielo ha affidato il Cielo, a noi ha affidato un'altro compito, ben più leggero e dolce: quello di vivere spensieratamente ogni momento ed ogni emozione senza preoccuparci di cosa sia e da dove venga.
Pian piano, delicatamente come è quel sentimento. Ma ora che sappiamo cos'è e da dove viene, ora che vediamo dove risiede, ora che ci rendiamo conto che la sua forza è stata la più grande immaginabile nel risollevarci nel momento della disgrazia, ora che lo vediamo più forte di chiunque ci sia stato vicino in quei momenti, ora che sappiamo quanto premuroso e vicino ci sia... nel metterci accanto proprio ciò di cui avevamo bisogno in quel momento, al di là dei nostri desideri, ora possiamo vedere meglio e con più onestà il nostro
Cuore.
(sai leggere bene questa immagine? Provaci, è importante!)
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referenze:
La musica che ascolti in queste Pagine sono i notturni (e non solo) di Frederick Chopin.
data di prima publicazione Pagina: martedì 23 marzo 2004
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di Claudio P. (Web Master&Master)
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